Restare o lasciare
Davanti al bivio · lo studiolo a Genova
C’è chi arriva da me con questa domanda scritta in faccia: resto o lascio? Alcune la portano da mesi, altre da anni. E quasi tutte hanno già fatto la stessa cosa: chiederlo a tutti, sperando che qualcuno risponda al posto loro.
Perché la lista dei pro e contro non funziona
La lista l’hai già fatta, e più di una volta. Il problema è che le due colonne non pesano sulla stessa bilancia: da una parte metti fatti (è affidabile, c’è la casa, i figli lo adorano), dall’altra metti fame (mi sento sola, non mi guarda più, questa vita mi sta stretta). I fatti si contano, la fame si sente: per questo la lista finisce pari e tu resti al punto di partenza, solo più stanca.
E c’è il meccanismo che conosco bene, perché è umano: chiedere in giro. Ogni parere raccolto sembra avvicinare la risposta e invece la allontana, perché ogni volta che qualcuno decide per te, tu perdi un’occasione di sapere cosa vuoi.
Le domande che facciamo alle carte
Nel consulto il bivio si smonta in domande più oneste. Cosa ti tiene: amore, abitudine, gratitudine, paura? Sono quattro colle diverse, e vanno chiamate per nome. Cosa cerchi fuori, o cosa cercheresti: un’altra persona o un’altra te? Che vita immagini in ciascuna delle due strade, tolta la fantasia? E la domanda che di solito cambia la seduta: se non avessi paura, la risposta la sapresti già?
Nessun giudizio, nessuna lettura su di lui
Se nel quadro c’è un’altra persona, lo dico con chiarezza: nel mio studiolo non c’è giudizio, e non leggo mai le carte su di lui o sull’altro. Si lavora su di te, che sei l’unica che deve viverci, con questa scelta.
Si può restare per amore o restare per paura: da fuori sembrano uguali, da dentro no.— Valeria
Una domanda diretta
Quando il bivio è più vecchio di voi due
A volte, smontando la domanda, si scopre che il dilemma ha radici lunghe: donne della tua famiglia rimaste per dovere una generazione dopo l’altra, o andate via pagando prezzi altissimi, e tu che davanti al bivio senti tutte le loro voci insieme alle tue. Lì il lavoro giusto è la Costellazione: si va a vedere di chi è quel “si resta” (o quel “si scappa”) che ti parla da dentro, e si restituisce ai proprietari. Dopo, la scelta torna a essere grande quanto la tua vita, ed è già molto più leggera.
Comunque vada, decidi tu
Non uscirai dal mio studiolo con un verdetto, e ormai sai perché: un verdetto ti toglierebbe l’unica cosa che rende sopportabile qualunque esito, cioè sapere di aver scelto tu. Le clienti che hanno attraversato questo lavoro, restate o andate, mi dicono la stessa cosa: la pace è arrivata dall’aver smesso di vivere sospesa.
Se sei al bivio da troppo tempo, scrivimi: la chiamata conoscitiva è gratuita. Non ti chiederò di decidere niente, ti aiuterò a vedere cosa c’è davanti, che è il passo che manca.
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Raccontami la tua situazione dal form sul sito. Ti rispondo io, personalmente, e se ha senso fissiamo una chiamata conoscitiva gratuita. Nessun impegno, nessuna pressione. Solo un primo contatto.
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