5 luglio 2026
Costellazioni Familiari
6 min di lettura

Il senso di colpa delle madri

Il quadro della Madonna con i fiori bianchi sulla parete rosa dello studio di Valeria
Sopra:
Le madri, in alto sulla parete

Non ho mai incontrato una madre senza sensi di colpa. Ho incontrato madri che li usano come frusta e madri che hanno imparato a farne qualcosa di utile. Questo articolo racconta il passaggio dalle prime alle seconde.

Il tribunale notturno

Lo conosci: apre alle tre di notte, l’imputata sei sempre tu. Le prove sono episodi rimasticati mille volte: l’urlo di quel pomeriggio, la separazione “che li ha segnati”, gli anni in cui il lavoro ti mangiava, la volta che non hai capito. Il verdetto è scritto in anticipo. E la pena, curiosamente, non ripara mai niente: nessun figlio è mai stato aiutato dal tribunale notturno di sua madre.

Il senso di colpa materno ha una caratteristica beffarda: colpisce di più le madri che si sono impegnate di più. Chi se ne infischia dei figli non passa le notti a processarsi.

Ai figli serve una madre vera molto più di una madre perfetta. — Valeria

Da dove viene il metro con cui ti misuri

Ogni senso di colpa si appoggia a un modello: la madre giusta che avresti dovuto essere. E quel modello da dove arriva? In costellazione si vede benissimo: dalla tua, di madre, per imitazione o per opposizione.

C’è chi si è ripromessa di dare ai figli tutto quello che lei non ha avuto, e si condanna per ogni scarto dal programma. C’è chi ha ereditato un’asticella familiare così alta che nessuna donna della stirpe l’ha mai raggiunta, e tutte si sono sentite in difetto, una generazione dopo l’altra.

La colpa punisce, la responsabilità ripara

In seduta faccio spesso questa distinzione, e la vedo arrivare come un sollievo fisico. La colpa dice: sono stata una madre sbagliata. La responsabilità dice: quella cosa lì l’ho fatta, ha avuto quel peso, e adesso posso fare questo.

La prima frase ti tiene inchiodata al passato a espiare; la seconda apre un gesto possibile oggi: una conversazione onesta con un figlio ormai grande, un “mi dispiace” detto una volta e bene, o anche solo smettere di compensare con l’ansia quello che è già stato.

Nessun figlio è mai stato aiutato dal tribunale notturno di sua madre.
— Valeria

Quello che il tribunale non mette agli atti

Tutto quello che i tuoi figli hanno ricevuto. In costellazione capita di vederlo, letteralmente, e ricordo bene le facce delle madri in quel momento: il quadro intero contiene sempre molto più amore di quanto l’imputata ricordasse.

Ultima cosa, la più importante: una madre che si processa in eterno consegna ai figli un compito pesante, quello di assolverla o di farla stare bene. Quando molli la frusta e ti prendi la tua responsabilità pulita, i tuoi figli sentono che possono smettere di occuparsi della tua colpa. È uno dei regali più grandi che puoi fargli, e nessuno te lo chiederà mai a parole.

Se vuoi parlarne

Possiamo vederci nel mio studiolo a Genova o online. Prima ci sentiamo per una chiamata conoscitiva gratuita: mi racconti come stai e capiamo insieme se ha senso. Scrivimi, partiamo da lì.

Il tribunale è aperto anche stanotte?

Scrivimi: nella chiamata conoscitiva gratuita mi racconti la tua storia di madre e vediamo insieme come trasformare il processo in qualcosa che ripara.

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