Counseling Tarologico

Perché parto dai Tarocchi quando facciamo una Costellazione individuale

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Quando faccio una Costellazione Familiare individuale, quasi sempre parto dai Tarocchi. Non perché siano due strumenti diversi che metto uno dietro l’altro: per me sono due fasi dello stesso lavoro. I Tarocchi mi mostrano dove guardare. La Costellazione mi permette di lavorare lì.

I Tarocchi come preludio

Le letture sono il preludio della Costellazione. Una lettura introspettiva fatta bene mi permette di andare a indagare il blocco, la difficoltà, la parte in ombra. Una volta che vediamo dov’è il punto, lavoriamo lì in costellazione.

Nelle sessioni individuali — quelle in cui c’è solo il consultante e me, senza il gruppo dei rappresentanti — questo passaggio diventa ancora più importante. I Tarocchi ci aiutano a non partire alla cieca. Ci dicono dove guardare prima ancora di iniziare a costellare.

Un caso concreto: “non riesco a trovare lavoro”

Ti racconto un caso vero, perché così si capisce meglio.

Arriva una consultante e mi dice: non riesco a trovare un lavoro. O meglio, trovo solo lavori in cui mi pagano poco. Bene. Apriamo le carte.

Sceglie una carta per sé stessa, sceglie una carta per il lavoro. Le carte escono e si dispongono sul tavolo: una da una parte, l’altra dall’altra. Non si guardano. Una ha lo sguardo verso destra, l’altra verso sinistra. Lei era Il Carro, girato a sinistra.

Quando una carta non guarda l’altra, è un’informazione. Quindi le faccio una domanda semplice: se non stai guardando il lavoro, chi stai guardando?

L’Imperatore: che rapporto hai con tuo padre?

Sceglie un’altra carta per rispondere. Esce L’Imperatore. E io le chiedo: che rapporto hai con tuo padre?

Da lì in poi non parliamo più di lavoro. Parliamo di lui. Di cosa è stato presente o assente, di quale energia le ha trasmesso, di cosa le ha permesso o non le ha permesso di fare nel mondo. La sessione cambia direzione completamente. E quel cambio di direzione non l’ho deciso io: l’hanno deciso le carte.

Cosa c’entra il padre con il lavoro

Nelle Costellazioni Familiari il padre e la madre rappresentano due energie diverse, e fondamentali entrambe.

Una volta che hai preso la vita, vai nel mondo. Una volta che sei stata nutrita, esci e ti fai vedere. Il lavoro è esattamente questo: un atto di vedetemi. Per essere vista nel lavoro, l’energia che serve è quella paterna. Se quel canale è bloccato, il blocco si manifesta nel mondo concreto: trovi solo lavori che ti pagano poco, fai fatica a essere riconosciuta, resti in disparte.

Il Tarocco aveva indicato il padre. La Costellazione è servita a lavorarci sopra.

Perché questo metodo funziona

Funziona per la stessa ragione che ho già raccontato in come unisco Tarocchi e Costellazioni: il campo di coscienza dei Tarocchi e il campo di coscienza familiare sono lo stesso luogo. Quando i Tarocchi indicano una direzione, non è una suggestione: è un’informazione che arriva dallo stesso campo che andremo a costellare.

I Tarocchi sono più veloci, più visivi, più immediati. La Costellazione è più lenta, più corporea, più profonda. Le due cose insieme fanno un lavoro completo: prima vediamo, poi tocchiamo.

Quello che porti a casa

La consultante non è uscita dalla sessione con un consiglio pratico per cercare lavoro. Non le ho detto “manda il curriculum a queste tre aziende”. È uscita con qualcosa di molto più utile: la consapevolezza di un rapporto col padre che condizionava il suo modo di stare nel mondo, e che non aveva mai guardato davvero.

Quando arriva qualcuno e mi dice “voglio parlare di X”, spesso finisce che parliamo di Y. Non perché io sposti l’attenzione: perché i Tarocchi e la Costellazione, lavorando insieme, mostrano dove sta davvero la cosa. La parte che pensavi essere il problema, di solito, è solo il sintomo. Il lavoro vero sta sempre un livello più sotto.

E lì si va.

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