25 aprile 2026
Counseling Tarologico
5 min di lettura

Perché parto dai Tarocchi quando facciamo una Costellazione individuale

Le mani di Valeria scelgono una carta da un ampio ventaglio di Tarocchi steso su un telo celeste, accanto un taccuino aperto, una tazza di tè e una candela
Sopra:
Una lettura prima della Costellazione

Quando faccio una Costellazione Familiare individuale, quasi sempre parto dai Tarocchi. Per me sono due fasi dello stesso lavoro. I Tarocchi mi mostrano dove guardare. La Costellazione mi permette di lavorare lì.

I Tarocchi come preludio

Le letture sono il preludio della Costellazione. Una lettura introspettiva fatta bene mi permette di andare a indagare il blocco, la difficoltà, la parte in ombra. Una volta che vediamo dov’è il punto, lavoriamo lì in costellazione.

Nelle sessioni individuali (quelle in cui ci siamo solo il consultante e io, senza il gruppo dei rappresentanti) questo passaggio diventa ancora più importante. I Tarocchi ci aiutano a non partire alla cieca. Ci dicono dove guardare prima ancora di iniziare a costellare.

Un caso concreto: “non riesco a trovare lavoro”

Ti racconto un caso vero, perché così si capisce meglio.

Arriva una consultante e mi dice: non riesco a trovare un lavoro. O meglio, trovo solo lavori in cui mi pagano poco. Bene. Apriamo le carte.

Sceglie una carta per sé stessa, sceglie una carta per il lavoro. Le carte escono e si dispongono sul tavolo: una da una parte, l’altra dall’altra. Non si guardano. Una ha lo sguardo verso destra, l’altra verso sinistra. Lei era Il Carro, girato a sinistra.

Quando una carta non guarda l’altra, è un’informazione. Quindi le faccio una domanda semplice: se non stai guardando il lavoro, chi stai guardando?

L’Imperatore: che rapporto hai con tuo padre?

Sceglie un’altra carta per rispondere. Esce L’Imperatore. E io le chiedo: che rapporto hai con tuo padre?

Da lì in poi non parliamo più di lavoro. Parliamo di lui. Di cosa è stato presente o assente, di quale energia le ha trasmesso, di cosa le ha permesso o non le ha permesso di fare nel mondo. La sessione cambia direzione completamente. E quel cambio di direzione non l’ho deciso io: l’hanno deciso le carte.

Nelle Costellazioni Familiari il padre e la madre rappresentano due energie diverse, fondamentali entrambe. La madre ti dà la vita, l’energia che ti nutre e ti accoglie. Il padre ti porta nel mondo, ti spinge fuori, ti permette di metterti in gioco e di lasciare un’impronta.

Capire da dove arriva un peso è già metà del lavoro per posarlo.
— Valeria
Ventaglio di Tarocchi su un telo celeste
Ventaglio di Tarocchi su un telo celeste

Cosa c’entra il padre con il lavoro

Una volta che hai preso la vita, vai nel mondo. Una volta che sei stata nutrita, esci e ti fai vedere. Il lavoro è esattamente questo: un atto di vedetemi.

Per essere vista nel lavoro, l’energia che serve è quella paterna. Se quel canale è bloccato, il blocco si manifesta nel mondo concreto: trovi solo lavori che ti pagano poco, fai fatica a essere riconosciuta, resti in disparte.

Perché questo metodo funziona

Il campo di coscienza dei Tarocchi e il campo di coscienza familiare sono lo stesso luogo. Quando i Tarocchi indicano una direzione, è un’informazione che arriva dallo stesso campo che andremo a costellare. I Tarocchi sono più veloci, più visivi, più immediati. La Costellazione è più lenta, più corporea, più profonda. Le due cose insieme fanno un lavoro completo: prima vediamo, poi tocchiamo.

Quello che porti a casa

La consultante non è uscita dalla sessione con un consiglio pratico per cercare lavoro. Non le ho detto “manda il curriculum a queste tre aziende”. È uscita con qualcosa di più utile: la consapevolezza di un rapporto col padre che condizionava il suo modo di stare nel mondo, e che non aveva mai guardato davvero.

Quando arriva qualcuno e mi dice “voglio parlare di X”, spesso finisce che parliamo di Y. I Tarocchi e la Costellazione, lavorando insieme, mostrano dove sta davvero la cosa. La parte che pensavi essere il problema, di solito, è solo il sintomo. Il lavoro vero sta sempre un livello più sotto.

E lì si va.

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