La prima costellazione: cosa aspettarsi e come arrivarci
L’attimo prima di cominciare
Hai prenotato la tua prima costellazione, o ci stai pensando seriamente, e adesso la domanda è pratica: che cosa mi succede, esattamente? Ecco tutto quello che dico alle mie clienti prima della prima volta.
Cosa portare (spoiler: quasi niente)
Niente compiti, niente alberi genealogici disegnati, niente discorso preparato. Porta il tuo tema, anche formulato male: “ho un problema con mia sorella”, “mi sento sempre fuori posto” vanno benissimo, il resto lo troviamo insieme.
Se conosci fatti importanti della tua famiglia (lutti precoci, separazioni, persone di cui non si parla) tienili a mente, possono servire; se non li conosci, si lavora lo stesso. Sul piano pratico: vestiti comoda, tieni l’agenda leggera per il dopo, e se sei di quelle che prendono appunti porta un quaderno per il viaggio di ritorno.
Alla prima costellazione porti solo una cosa che conta: la disponibilità a guardare. — Valeria
Come si svolge, minuto per minuto
Si comincia parlando, tè in mano: il tema, qualche domanda mia, l’accordo su cosa andiamo a guardare. Poi si apre il campo. In individuale disponiamo i rappresentanti simbolici sul tavolo o nello spazio; in gruppo scegli tra i presenti chi rappresenta i membri della tua famiglia, li collochi nella stanza, e da lì il campo comincia a parlare: posizioni, sguardi, frasi.
Tu per buona parte del tempo osservi, e non è un ruolo passivo: vedere la propria storia da fuori è il cuore dell’esperienza. Io accompagno, propongo spostamenti e frasi, controllo che il ritmo sia sostenibile per te. Si chiude sempre in ordine: nessuno esce da una mia seduta con il campo aperto.
Le tre paure classiche della prima volta
“E se non sento niente?” Succede, ed è materiale prezioso anche quello: certe difese hanno le loro ottime ragioni, e il campo lavora comunque, spesso te ne accorgi nei giorni dopo.
“E se piango davanti a tutti?” Nel gruppo piangono quasi tutti, prima o poi: nessuno ti guarderà strano, e i fazzoletti sono compresi. “E se emerge qualcosa che non voglio toccare?” Comandi tu: si può rallentare, fermarsi, rimandare. Il mio mestiere è anche proteggere i tuoi confini.
Nessuno esce da una mia seduta con il campo aperto.— Valeria
Il giorno dopo
Programma poco, bevi acqua, cammina. Lascia sedimentare senza raccontare subito tutto a tutti: il movimento che si è aperto lavora da solo, e le parole premature a volte lo disperdono.
Se dopo qualche giorno hai domande, io ci sono: fa parte del percorso, ed è compreso nel modo in cui seguo le mie clienti.
Cosa succede nelle settimane successive, nei rapporti e in te, l’ho raccontato in dettaglio nell’articolo su cosa cambia dopo una costellazione.
Se vuoi parlarne
Possiamo vederci nel mio studiolo a Genova o online. Prima ci sentiamo per una chiamata conoscitiva gratuita: mi racconti come stai e capiamo insieme se ha senso. Scrivimi, partiamo da lì.
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Se hai ancora un dubbio pratico, scrivimi: la chiamata conoscitiva gratuita serve anche a togliere le ultime agitazioni prima di cominciare.
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