Tarocchi di Marsiglia

Tarocchi di Marsiglia: cosa sono e perché non c’entrano nulla con la cartomanzia

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Quando dico che leggo i Tarocchi, la reazione è quasi sempre la stessa: un misto di curiosità e diffidenza. Tipo: “Quindi mi dici il futuro?” No. “Mi dici se lui mi ama?” Nemmeno. “E allora cosa fai?” Ecco, parliamo di questo.

Carte dei Tarocchi di Marsiglia sparse — L’Étoile, L’Hermite e altri Arcani Maggiori

Un po’ di storia (breve, promesso)

I Tarocchi di Marsiglia sono un mazzo di 78 carte che risale al XV secolo. Non sono nati come strumento divinatorio — erano un gioco di carte, usato nelle corti europee. Solo col tempo sono diventati uno strumento di conoscenza interiore, usato da filosofi, psicologi e artisti.

Il mazzo è composto da 22 Arcani Maggiori (le carte più conosciute: il Matto, la Papessa, l’Imperatore, la Ruota della Fortuna…) e 56 Arcani Minori. Ogni carta è un’immagine ricchissima di simboli che parlano di esperienze umane universali: il cambiamento, la paura, il coraggio, l’amore, la perdita, la rinascita.

Marsiglia non è l’unico mazzo di Tarocchi — esistono centinaia di versioni moderne. Ma è il più antico, il più essenziale e, secondo me, il più potente. Perché non ti dice quello che vuoi sentirti dire. Ti mostra quello che c’è.

Tarocchi vs. Cartomanzia: la differenza fondamentale

La cartomanzia ti dice “cosa succederà”. I Tarocchi di Marsiglia, nel modo in cui li uso io nel counseling tarologico, ti mostrano “cosa sta succedendo” — dentro di te.

La differenza non è sottile, è enorme. La cartomanzia presuppone che il futuro sia scritto e che le carte possano leggerlo. Il lavoro che faccio io presuppone il contrario: il futuro non è scritto, e le carte ti aiutano a fare scelte più consapevoli nel presente.

Non predico il futuro perché non credo che il futuro sia prevedibile. Credo che le tue scelte di oggi determinino il tuo domani. E le carte ti aiutano a fare quelle scelte con più chiarezza.

Come funzionano (davvero)

I Tarocchi di Marsiglia funzionano attraverso le immagini. Ogni carta è un’illustrazione densa di dettagli: i colori, le posizioni delle figure, gli oggetti, la direzione degli sguardi. Tutto ha un significato.

Quando scegli una carta in risposta a una domanda, l’immagine diventa uno specchio. Non perché la carta “sa” qualcosa di te, ma perché il tuo modo di reagire a quell’immagine dice qualcosa di te. Cosa noti per primo? Cosa ti attrae? Cosa ti disturba? Cosa non riesci a vedere?

È lo stesso principio per cui un film può commuoverti fino alle lacrime mentre il tuo vicino di poltrona non sente niente. Non è il film che è triste — sei tu che ci riconosci qualcosa.

Le tre cose che i Tarocchi NON fanno

Non predicono il futuro. Se vuoi sapere se lui ti scriverà domani, non sono la persona giusta.

Non parlano di terze persone. Il Tarocco parla di te. Di quello che puoi fare tu. Dare la colpa agli altri è comodo, ma non ti porta da nessuna parte.

Non ti dicono cosa fare. Ti mostrano cosa non stai guardando. E da lì cambia tutto.

Perché uso proprio i Tarocchi di Marsiglia

Perché sono essenziali. Non hanno fronzoli, non hanno illustrazioni “carine” che ti distraggono. Sono diretti, a volte scomodi, sempre onesti. Esattamente come il lavoro che faccio.

Molti mazzi moderni sono bellissimi esteticamente ma addolciscono il messaggio. Il Marsiglia no. La Torre è una torre che crolla. La Morte è uno scheletro con la falce. Non c’è spazio per le illusioni. E nella mia esperienza, è proprio quando smetti di illuderti che inizi a cambiare davvero.

Per chi sono i Tarocchi

Per chiunque abbia una domanda vera. Non una curiosità superficiale, ma una domanda che ti porti dietro da un po’. Quella domanda su un rapporto, su una scelta, su un cambiamento che senti arrivare ma non riesci ad affrontare.

Non serve sapere nulla di Tarocchi. Non serve crederci. Serve solo la voglia di guardare le cose da una prospettiva diversa. Il resto lo facciamo insieme, in una sessione individuale.

Se qualcosa di quello che hai letto ti ha parlato, scrivimi.

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